domenica 20 maggio 2018

Simone Weil: Ogni spirito prigioniero del linguaggio è capace soltanto di opinioni...


Hieronymus Bosch
Ogni spirito prigioniero del linguaggio è capace soltanto di opinioni. Ogni spirito divenuto capace di cogliere pensieri inesprimibili a causa della moltitudine di rapporti che vi si combinano, seppure più rigorosi e luminosi rispetto a quanto il linguaggio più preciso esprime, ogni spirito pervenuto a questo punto abita già nella verità.

Da: "La persona e il sacro", di Simone Weil

Marguerite Yourcenar: Come chiunque altro, io non dispongo che tre mezzi per valutare l'esistenza umana...

Gianni Berengo Gardin
Come chiunque altro, io non dispongo che di tre mezzi per valutare l'esistenza umana: lo studio di se stessi è il metodo più difficile, il più insidioso, ma anche il più fecondo; l'osservazione degli uomini, i quali nella maggior parte dei casi s'adoperano per nasconderci i loro segreti o per farci credere di averne; e i libri, con i caratteristici errori di prospettiva che sorgono tra le righe.
In: "Memorie di Adriano", di Marguerite Yourcenar

Karl Kraus: L’origine è la meta.

Michelangelo Buonarroti
L’origine è la meta.

Di: " Karl Kraus (Worte in Versen I)", citata in “Angelus novus Saggi e frammenti ” Walter Benjamin

Lucio Anneo Seneca : [...] sentire la mancanza di qualcosa deriva dalla necessità, mentre al saggio niente è necessario.

Affresco Pompeiano
Voglio ora indicarti anche la distinzione fatta da Crisippo. Egli dice che il saggio non sente la mancanza di niente e, tuttavia, ha bisogno di molte cose: "Lo sciocco, invece, non ha bisogno di niente, perché non sa servirsi di niente, ma sente la mancanza di tutto." Il saggio ha bisogno delle mani, degli occhi e di molte altre cose indispensabili alle attività di ogni giorno, ma di nessuna sente la mancanza; sentire la mancanza di qualcosa deriva dalla necessità, mentre al saggio niente è necessario.

In: "Lettere a Lucilio (Lettera 9)", di Lucio Anneo Seneca

sabato 19 maggio 2018

Arthur Schopenhauer: Volontà di vivere siamo noi stessi, volontà di vivere è il nostro mondo...

Correggio
Volontà di vivere siamo noi stessi, volontà di vivere è il nostro mondo. L'aver noi tanto orrore del nulla, non è se non un'altra manifestazione del come avidamente vogliamo la vita, e niente siamo se non questa volontà, e niente conosciamo se non lei. Ma rivolgiamo lo sguardo dalla nostra personale miseria e dal chiuso orizzonte verso coloro, che superarono il mondo; coloro, in cui la volontà, giunta alla piena conoscenza di sé, se medesima ritrovò in tutte le cose e quindi liberamente si rinnegò; coloro, che attendono di vedere svanire ancor solamente l'ultima traccia della volontà col corpo, cui ella dà vita. Allora, in luogo dell'incessante, agitato impulso; in luogo del perenne passar dal desiderio al timore e dalla gioia al dolore; in luogo della speranza mai appagata e mai spenta, ond'è formato il sogno di vita d'ogni uomo ancor volente: ci appare quella pace che sta più in alto di tutta la ragione, quell'assoluta quiete dell'animo pari alla calma del mare, quel profondo riposo, incrollabile fiducia e letizia, il cui semplice riflesso nel volto, come l'hanno rappresentato Raffaello e Correggio, è un completo e certo Vangelo.

In: “ Il mondo come volontà e rappresentazione (Tomo II Libro quarto pag. 412-413)” di - Arthur Schopenhauer

lunedì 14 maggio 2018

Ernest Renan: Le considerazioni etnografiche non hanno dunque alcun ruolo nella costituzione delle nazioni moderne...

Giorgio De Chirico
Le considerazioni etnografiche non hanno dunque alcun ruolo nella costituzione delle nazioni moderne. La Francia è celtica, iberica, germanica. La Germania è germanica, celtica e slava. L’Italia è il paese dove l’etnografia è la più intricata. Galli, etruschi, pelasgi, greci, senza parlare di ben altri elementi, si incrociano in un indecifrabile miscuglio. Le isole britanniche, nel loro insieme, offrono un insieme di sangue celtico e germanico le cui proporzioni sono singolarmente indecifrabili. La verità è che non esiste la razza pura e che far appoggiare la politica sull’analisi etnografica, vuol dire farla poggiare su una chimera. I più nobili paesi, l’Inghilterra, la Francia, l’Italia, sono quelli in cui il sangue è più mescolato.

In: "Che cos’è una Nazione? ( Conferenza tenuta alla Sorbona l’11 marzo 1882)", di Ernest Renan

domenica 13 maggio 2018

Cesare Pavese: L'uomo solo ascolta la voce calma con lo sguardo socchiuso, quasi un respiro gli alitasse sul volto, un respiro amico che risale, incredibile, dal tempo andato...

Andrea Mantegna
L'uomo solo ascolta la voce calma
con lo sguardo socchiuso, quasi un respiro
gli alitasse sul volto, un respiro amico
che risale, incredibile, dal tempo andato.

L'uomo solo ascolta la voce antica
che i suoi padri, nei tempi, hanno udita,
chiara e raccolta, una voce che come il verde
degli stagni e dei colli incupisce a sera.

L'uomo solo conosce una voce d'ombra,
carezzante, che sgorga nei toni calmi
di una polla segreta: la beve intento,
occhi chiusi, e non pare che l'abbia accanto.

È la voce che un giorno ha fermato il padre
di suo padre, e ciascuno del sangue morto.
Una voce di donna che suona segreta
sulla soglia di casa, al cadere del buio.

"La casa", di Cesare Pavese