martedì 15 agosto 2017

Elémire Zolla: Così il risveglio è un'immagine della risurrezione; così la primavera dell'anno è l'immagine della risurrezione ripetuta ogni anno...


Willy Ronis
Così il risveglio è un'immagine della risurrezione; così la primavera dell'anno è l'immagine della risurrezione ripetuta ogni anno. E così per le tante altre cose che si potrebbero citare, le quali vengono reiterate mentre l'archetipo è una volta sola. Le ombre si moltiplicano per indicare che la cosa adombrata non si è ancora compiuta e per affermare la somma importanza dell'archetipo, che dev'essere rammentato di continuo». Tutte le cose contingenti diventano così un pretesto per illustrare le verità intellettuali, appaiono create a tal fine: lo spuntar del sole rinvia alla nascita della chiarezza intellettuale che fuga la tenebra dei sensi, rispetto alla quale la ragione è come un lume di candela; il cielo coperto rappresenta il velo del divenire che cela l'essere; l'equilibrio dei volumi e dei colori in un paesaggio ameno è l'equivalenza visibile della pace interiore; il sole sarà, in quanto corpo celeste, emblema del Padre, in quanto disco abbagliante, del Figlio, in quanto calore sensibile, dello Spirito;
l'avvenenza infine d'un corpo sarà l'incentivo a concepire la bellezza intellettuale...

In: “Le potenze dell'anima Anatomia dell'uomo spirituale” di Elémire Zolla

Maria Zambrano: In ogni assolutismo del pensiero e in ogni dispotismo cova la paura della realtà umana e anche della realtà in sè...


Willy Ronis
In ogni assolutismo del pensiero e in ogni dispotismo cova la paura della realtà umana e anche della realtà in sè, prima che umana. Si teme la pluralità, la molteplicità, il cambiamento. Si intuisce o si presagisce la disciplina di cui è necessario impadronirsi per riuscire a vivere di fronte a una realtà che si riconosce come movimento.

In: “Persona e Democrazia (pag. 195)”di Maria Zambrano

Pavel Aleksandrovič Florenskij: L'esistenza è fondamentalmente misteriosa e non desidera che i suoi misteri vengano svelati dalla parola...


Dosso Dossi
L'esistenza è fondamentalmente misteriosa e non desidera che i suoi misteri vengano svelati dalla parola. La superficie della vita di cui si può ed è concesso parlare è molto sottile; al resto, alle radici della vita e forse all'essenziale, si addicono le tenebre sotterranee. Certo, si cerca di conoscere anche il resto, ma lo si può fare solo sbirciando, e non osservando spudoratamente; all'ignoto bisogna giungere «con un ragionamento illegittimo» ...

In: "Ai miei figli (Pag. 103)", di Pavel Aleksandrovič Florenskij

sabato 12 agosto 2017

Italo Calvino: Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero...


Pierre Auguste Renoire
Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell'indistinto."

Da: "Se una notte d'inverno un viaggiatore" di Italo Calvino

Eugenio Borgna: La lacrima dice proprio ciò che non si racconta, ciò che ancora non si dice...


Rogier van der Weyden
La lacrima dice proprio ciò che non si racconta, ciò che ancora non si dice. In un'eloquenza silenziosa, la lacrima si enuncia scomparendo, scorrendo. Non si impara nulla piangendo. Piangere non ha niente a che vedere con l'acquisizione di un sapere. Piangere è prima di tutto distinguere, distinguere il proprio corpo dalla propria anima. Le lacrime sono le parole del silenzio, e non ha senso analizzarle con la lama sottile e tagliente della ragione. Non si possono se non accogliere nella loro leggerezza e nella loro luminosa inconsistenza. [...] Parola incarnata, la lacrima dunque non è mai un argomento, tutt'al più una prova. Ha questo di paradossale : più è discreta più significa, e più sfiora, più ci tocca nel profondo. Stranamente silenziosa, chiaramente visibile, risolutamente sospesa, è una scrittura che esiste solo nelle sue cancellature.

In: “Le intermittenze del cuore”, di Eugenio Borgna

giovedì 10 agosto 2017

José Ortega Y Gasset: Nella teoria l'uomo rinuncia - almeno mentre la fa - a se stesso, si defalca e si mette da parte, si dà come non esistente...


Raffaello Sanzio
Nella teoria l'uomo rinuncia - almeno mentre la fa - a se stesso, si defalca e si mette da parte, si dà come non esistente. La difficoltà dell'uomo volgare di capire il pensatore, e del pensatore di farsi capire da lui, è che l'uomo volgare non abbandona il suo punto di vista personale concreto, la prospettiva dei suoi interessi, simpatie, odi.

In: “ Notas de trabajo (Epílogo..., cit., p. pp. 164-5) ”, di José Ortega Y Gasset (Citazione estrapolata da: “ In vino veritas”, di Gianni Ferracuti).