domenica 10 dicembre 2017

Erasmo da Rotterdam: Dissipare l'illusione significa togliere senso all'intero dramma...


Affresco Romano
Dissipare l'illusione significa togliere senso all'intero dramma. A tenere avvinti gli sguardi degli spettatori è proprio la finzione, il trucco. L'intera vita umana non è altro che uno spettacolo in cui, chi con una maschera, chi con un'altra, ognuno recita la propria parte finché, ad un cenno del capocomico, abbandona la scena. Costui, tuttavia, spesso lo fa recitare in parti diverse, in modo che chi prima si presentava come un re ammantato di porpora, compare poi nei cenci di un povero schiavo. Certo, sono tutte cose immaginarie; ma la commedia umana non consente altro svolgimento.

Da: “Elogio della Follia (29)”, di Erasmo da Rotterdam

Luigi Pirandello: Può avvenire certamente, e avviene anzi non di rado, che noi siamo in fondo, sostanzialmente, diversi da quel che in buona fede ci crediamo...


René Magritte
Può avvenire certamente, e avviene anzi non di rado, che noi siamo in fondo, sostanzialmente, diversi da quel che in buona fede ci crediamo, per quella illusione attiva e pure incosciente che non ci permette di vederci nella nostra vera e schietta realtà, ma quali vorremmo essere. Crediamo di conoscerci, e ci ignoriamo. Pensiamo, operiamo, viviamo secondo questa interpretazione fittizia di noi stessi. In tal stato, domina certamente la finzione; ma è una finzione vissuta, sincera.

In: “ L'umorismo e altri saggi (Pag. 207)”, di Luigi Pirandello

José Ortega Y Gasset: Il gesto che l'ordinanza romana prescriveva alla sentinella della legione era di tenere l'indice sopra le labbra...


Dal Web (Ian McKellen)
Il gesto che l'ordinanza romana prescriveva alla sentinella della legione era di tenere l'indice sopra le labbra per evitare la sonnolenza e mantenersi vigile. Un gesto significativo, che sembra imporre un maggior silenzio al silenzio notturno, per poter udire la segreta germinazione del futuro.

In: “La ribellione delle masse (pag. 78)”, di José Ortega Y Gasset

Henry David Thoreau: Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita...


Martin Martinček
Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici; se si fosse rivelata meschina, volevo trarne tutta la genuina meschinità, e mostrarne al mondo la bassezza; se invece fosse apparsa sublime, volevo conoscerla con l'esperienza, e poterne dare un vero ragguaglio nella mia prossima digressione.

Da Walden ovvero la vita nei boschi di Henry David Thoreau

Hannah Arendt: La manifestazione del vento del pensiero non è la conoscenza; è l'attitudine a discernere il bene dal male, il bello dal brutto...


kopp Delaney
La manifestazione del vento del pensiero non è la conoscenza; è l'attitudine a discernere il bene dal male, il bello dal brutto. Il che, forse, nei rari momenti in cui ogni posta è in gioco, è realmente in grado di impedire le catastrofi , almeno per il proprio sé.

Da: “Per un’etica della responsabilità (Pag. 148-149)”, di Hannah Arendt

Hannah Arendt: Quando tutti si lasciano trasportare senza riflettere da ciò che gli altri credono e fanno, coloro che pensano...


Andre Kertesz
Quando tutti si lasciano trasportare senza riflettere da ciò che gli altri credono e fanno, coloro che pensano sono tratti fuori dal loro nascondiglio perché il loro rifiuto a unirsi alla maggioranza è appariscente, e si converte perciò stesso in una sorta di azione. In simili situazioni la componente catartica del pensiero (la maieutica di Socrate, che porta allo scoperto le implicazioni delle opinioni irriflesse e non esaminate, e con ciò le distrugge - si tratti di valori, di dottrine, di teorie, persino di convinzioni) si rivela implicitamente politica.

Da: “Per un’etica della responsabilità (Pag. 148-149)”, di Hannah Arendt